Gli arazzi dall’Antico Egitto ai giorni nostri
di: Francescapp
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Anche
se si tratta di innegabili opere d’arte, gli arazzi in origine
assolvevano un’importantissima funzione pratica: esattamente come i
tappeti venivano usati per riscaldare il suolo, allo stesso modo gli
arazzi venivano impiegati per isolare le pareti dal freddo, pur
mantenendo una fondamentale funzione decorativa. Rispetto ad altre forme
d’arte, come per esempio gli affreschi, gli arazzi presentavano dei
notevoli vantaggi, in quanto essi potevano essere spostati senza troppe
difficoltà e, in caso di incendi o saccheggi, potevano essere messi più
facilmente in salvo.
Pur vantando un’origine così antica, in
Europa gli arazzi cominciarono a diffondersi in modo considerevole solo a
partire dal XIV secolo d.C., dapprima in Germania e in Svizzera e in un
secondo momento in Francia e in Olanda, dove l’arte della realizzazione
degli arazzi toccò il suo apice nel corso del Rinascimento. Non a caso
il termine stesso “arazzo” deriva proprio dal nome di una città
francese, Arras, in cui la produzione di arazzi era particolarmente
diffusa già nel Medioevo. Nel corso del Rinascimento questa particolare
forma d’arte poté trarre vantaggio anche dall’opera di celeberrimi
artisti, fra i quali Raffaello, che realizzarono i cartoni, ossia i
modelli in misura reale necessari alla creazione dell’arazzo vero e
proprio.
Il declino degli arazzi cominciò verso la fine del
Settecento, in concomitanza con lo sviluppo della produzione industriale
e il conseguente aumento dei costi di manodopera: molte arazzerie, in
Italia come nel resto d’Europa, furono costrette a chiudere, e al giorno
d’oggi, come già sottolineato, i centri si produzione di arazzi non
sono certo numerosi. A differenza di quanto è accaduto con i tappeti moderni,
che continuano a rappresentare un essenziale complemento d’arredo,
presente praticamente in ogni casa, gli arazzi vengono visti più che
altro come degli oggetti antichi e preziosi, da ammirare magari in
qualche palazzo storico o alle pareti di qualche museo. Questo non
significa però che l’interesse verso questa forma d’arte si stia
spegnendo: gli arazzi non saranno visti come dei complementi d’arredo
alla portata di tutti e di uso quotidiano, ma rimangono comunque una
forma d’arte e di espressione apprezzata anche da molti artisti
contemporanei.
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Articolo a cura di Francesca TessarolloPrima Posizione Srl
Fonte: Article-Marketing.it
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