I cimiteri di guerra di Cassino
di: Francescapp
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A Cassino trovarono la morte
moltissimi soldati di nazionalità diverse, giovani uomini che morirono
in battaglia per qualcosa in cui credevano, o forse perché non avevano
altra scelta che scendere in campo e rischiare la propria vita. Giovani
soldati che ora riposano a Cassino, nei vari cimiteri della città: il
cimitero polacco, il cimitero tedesco e il cimitero del Commonwealth,
probabilmente il più famoso della città.
In quest’ultimo riposano 4.266 soldati appartenenti al Commonwealth, la maggior parte dei quali morì proprio durante la battaglia di Cassino,
o per meglio dire le battaglie di Cassino, che ebbero luogo come noto
tra il gennaio e il maggio del 1944. Un cimitero vasto che per
grandezza, in Italia, è il secondo del Commonwealth, un cimitero in cui
sono sepolti militari britannici, canadesi, australiani, neozelandesi,
sudafricani, indiani, pakistani e un soldato dell’Armata Rossa. Dei
4.266 soldati sepolti nel cimitero del Commonwealth di Cassino, 284 non
sono stati identificati. Oltre alle tombe dei soldati, che formano delle
lunghe fila di steli candide su un prato verde, nel cimitero si trova
anche il monumento commemorativo di Cassino, eretto nel 1956 allo scopo
di rendere onore ai soldati del Commonwealth che parteciparono alla
campagna italiana.
Oltre al cimitero del Commonwealth, chiamato
anche Cassino War Cemetery, da visitare è anche il cimitero militare
polacco, a nord dell’Abbazia di Montecassino. Qui riposano 1.052 soldati
dell’undicesimo corpo d’arma polacco ed è qui che vollero essere
seppelliti il Generale Anders, deceduto nel 1961, ed il cappellano
arcivescovo Gawlina. Vi si accede attraverso un viale costeggiato di
cipressi, e le croci che stanno a ricordare i soldati caduti sono
disposte ad emiciclo.
Infine, il cimitero tedesco, che si trova
nella frazione di Caira, a nord di Cassino. Qui sono sepolte le salme di
20.035 soldati del terzo Reich caduti in Italia, in particolare nelle
zone di Cassino fino a Frosinone, proseguendo poi fino a Pescara, Lecce e
Reggio Calabria (Sicilia esclusa). Iniziato nel 1959 dall’architetto
Tischler, i lavori continuarono poi sotto la guida del Prof. Offemberg.
Le croci sono disposte a circolo su un anfiteatro circolare che si
sviluppa verso l’alto come una collina, e all’ingresso si trovano le
statue di una donna e di un uomo che esprimono la desolazione derivante
dalla tragedia della guerra. Sulla sommità della collina è stata posta
una croce di bronzo alta 11 metri.
I cimiteri di guerra di
Cassino, proprio perché accolgono le salme di soldati di diverse
nazionalità, sono da visitare e da intendere come monito contro le conseguenze della seconda guerra mondiale e di tutti i conflitti, e come monumenti contro la guerra nella sua totalità, senza distinzioni di nazionalità e confini.
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Articolo a cura di Francesca TessarolloPrima Posizione Srl
Fonte: Article-Marketing.it
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