Caramelle nella storia
di: Francescapp
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Volendo tracciare una breve
storia delle caramelle, bisogna tornare indietro nel tempo, in
particolare fino all’XI secolo, quando i Crociati provenienti dal vicino
Oriente riportarono in patria delle barrette di zucchero di canna che
possiamo considerare come le antenate e i primi esemplari dei tanti tipi
di caramelle che conosciamo oggi. Il nome caramella deriverebbe dal
latino “canna mella”, letteralmente “tubo di miele”, espressione con cui
si identificava appunto la canna da zucchero.
Un’altra fase
importante nella storia dello zucchero, e quindi delle caramelle, si
registra tra il XVII e il XVIII secolo, quando grazie al perfezionamento
delle tecniche di estrazione dello zucchero dalla barbabietola si
riuscì ad ottenere un prodotto bianco, facilmente solubile e quindi più
adatto ad essere impiegato per la produzione di caramelle.
Anche
se gli zuccherini importati dalla Terra Santa vengono considerati come i
primissimi esempi dei prodotti che adesso si trovano in quantità in
ogni ingrosso di caramelle,
fu solo dopo la scoperta dell’America e il conseguente sviluppo della
coltivazione della canna che lo zucchero cominciò a diffondersi
maggiormente, e di conseguenza anche le caramelle. Ad una maggiore
diffusione delle piantagioni di canna da zucchero non corrispose però un
immediato ed esponenziale aumento dell’uso dello zucchero, che per
molto tempo ancora rimase un bene prezioso e costoso, ad uso
praticamente esclusivo delle famiglie più agiate. Anche l’aspetto dello
zucchero, così com’era venduto, era diverso rispetto a come lo
conosciamo noi: questo prodotto veniva infatti venduto non in polvere,
ma sotto forma di panetti più o meno conici, dai quali veniva grattata
la quantità di zucchero necessaria.
Siamo ancora lontani dalla
nascita di un’industria delle caramelle vera e propria, ma certamente i
primi germi sono stati ormai seminati. L’evoluzione del settore andò poi
di pari passo con la diffusione del cacao, che trovò in alcune città
più che in altre un terreno particolarmente fertile. Torino, per
esempio, ancora oggi conosciuta per la sua tradizione nel settore del
cioccolato (chi non conosce il gianduia?), già nel XVIII secolo era uno
dei centri vitali del settore, tanto che proprio in questa città venne
costituita l’Università dei Confettieri e Acquavitai per concessione di
Re Carlo Emanule III.
Nell’Ottocento lo zucchero cominciò a
diffondersi in maniera più capillare (anche se fino al secondo
dopoguerra rimase un bene se non di lusso, comunque di sicuro non di uso
quotidiano), e tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo cominciarono
a venire commercializzate delle caramelle non solo buone da mangiare,
ma anche belle da vedere: fu in questo periodo, infatti, che si
cominciarono ad usare degli involucri particolari costituiti da uno
strato di carta stagnola interno e da un altro di carta colorata
all’esterno.
Da allora e fino a i giorni nostri le evoluzioni nel
settore delle caramelle sono state numerose e molteplici; le caramelle,
così come le confezioni per dolci, hanno assunto le forme e i colori più disparati e, cosa più significativa, sono diventate la gioia di tutti i bambini.
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Articolo a cura di Francesca TessarolloPrima Posizione Srl
Fonte: Article-Marketing.it
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