La grappa, un prodotto tipicamente italiano
di: Francescapp
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La
grappa è infatti un prodotto unicamente italiano, e a dirlo non è solo
la storia, ma anche una legge: il regolamento 1576/89 dell’Unione
Europea, infatti, sancisce la possibilità solo per l’acquavite italiana
di fregiarsi del nome di grappa. Il decreto 297/97 della Repubblica
Italiana, inoltre, definisce tutte le norme di produzione e di
degustazione.
D’altra parte il legame tra grappa e italiani è a
dir poco annoso, e non si può negare che la produzione della grappa sia
una tradizione tipicamente italiana, una tradizione che nei secoli è
entrata a far parte del bagaglio culturale ed enogastronomico del
belpaese. L’origine della grappa va ricercata intorno all’anno Mille,
quando la Scuola Salernitana effettuò un’opera di decodificazione delle
regole della concentrazione dell’alcol attraverso la distillazione. Lo
scopo primario dei distillati in questo periodo era di tipo medico, in
quanto si era soliti produrre grappa
per la cura di varie patologie. Di acquavite di vinacce si comincia a
parlare nel XV secolo, ma le prime testimonianze di studi compiuti sulle
vinacce giunte fino a noi risalgono ad un periodo successivo, più
precisamente al XVII secolo. A portare avanti questi studi furono i
Gesuiti, e Francesco Terzi Lana in particolare. Per arrivare ad una
prima distinzione netta tra i distillati alcolici, però, bisogna
aspettare fino al XIX secolo, quando cominciarono a delinearsi con più
chiarezza le caratteristiche della grappa italiana.
La grappa
come la intendiamo al giorno d’oggi è definita come l’acquavite ottenuta
dalla distillazione diretta delle vinacce, ossia le bucce degli acini e
i semi. In commercio esistono diversi tipi di grappe, ma non è così
facile effettuare una classificazione precisa delle grappe. Le grappe si
distinguono infatti per provenienza geografica, per il tipo di vitigno o
di alambicco usato per la distillazione e in base a molte altre
variabili. In generale, però, basandosi sulle caratteristiche
organolettiche dei diversi tipi di grappe che si possono trovare nei
punti vendita di grappe
specializzati, oltre che sulla loro denominazione geografica, è
possibile distinguere tra grappa giovane, giovane aromatica, affinata in
legno, affinata in legno aromatica, invecchiata, invecchiata aromatica,
aromatizzata. La grappa giovane aromatica si distingue dalla grappa
giovane “semplice” perché, a differenza di quest’ultima, caratterizzata
solo dagli aromi derivanti dal vitigno e dalla fermentazione, quella
aromatica deriva da un vitigno aromatico o semiaromatico, come possono
essere il Moscato, il Traminer e così via. La grappa affinata in legno,
invece, deve le proprie particolari caratteristiche all’affinamento in
botti di legno, come pure la grappa affinata in legno aromatica, che
però si differenzia dalla prima in quanto ricavata da vitigni aromatici o
semiaromatici. La grappa vecchia o invecchiata può definirsi tale se
mantenuta in contenitori di legno per non meno di 12 mesi, mentre se
rimane nei contenitori di legno per almeno 18 mesi si parla di grappa
riserva o stravecchia. Se la grappa invecchiata è ottenuta da vitigni
aromatici o semiaromatici, si chiamerà grappa invecchiata aromatica. La
grappa aromatizzata, infine, si contraddistingue per delle
caratteristiche organolettiche derivanti dall’utilizzo di principi
aromatizzanti vegetali.
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Articolo a cura di Francesca TessarolloPrima Posizione Srl
Fonte: Article-Marketing.it
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