Salvare l'ambiente col web
di: effeeffegraphic
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Benchè questa affermazione possa sembrare esagerata, e forse ridicola, corrisponde assolutamente a verità: sviluppare spazi web in maniera corretta attenendosi alle specifiche aiuta a combattere lo spreco di energia elettrica e quindi le emissioni di CO2. E non parliamo di qualche lampadina in meno, ma di cifre piuttosto significative.
Ma com è possibile tutto ciò? Eccovi spiegato come, attraverso un esempio che riprende una situazione realistica.
Prendiamo la home page di un sito aziendale realizzato circa 5 anni fa: il codice di questa pagina ha un peso di 50kb, ed è realizzato tramite specifiche obsolete e sorpassate. Jeffrey Zeldman, autorità assoluta nel campo della progettazione web, afferma che il 99,9% dei portali web tergiversa in questa situazione di “obsolescenza”, una vera e propria malattia della rete.
Questa pagina è stata rivista e riprogettata tramite le ultime specifiche XHMTL 1.0, eliminando le tabelle e l’abbondante codice superfluo, ottenendo una formattazione molto più solida, compatibile con i diversi browser e leggera: ora la pagina occupa 20kb di spazio sul server che la ospita. Abbiamo avuto un risparmio netto di 30kb di spazio. Un’inezia, penserete, ed effettivamente così com è descritto rappresenta una differenza di poco conto.
Bisogna considerare, però, che questi 30kb in meno non dovranno essere caricati da ogni singolo visitatore.
Supponiamo quindi che la suddetta pagina riceva 1000 visite uniche al giorno, come potrebbe facilmente accadere in un sito aziendale. Se, con il codice precedente, il totale dei dati caricati ammontava a 50MB (50kb x 1000 utenti), ora equivale a 20MB (20kb x 1000 utenti), con un risparmio netto di 30MB giornalieri per una sola pagina. Continuiamo, ipotizzando per il sito in questione, 50 pagine di uguale grandezza che ricevono altrettante visite. Il risparmio di 30MB si moltiplica per altri 50 elementi, arrivando a 1500MB di traffico in meno al giorno.
In un mese di attività, questo si traduce nel totale di 45000MB di traffico evitato, la bellezza di 45GB. Volendo continuare su base annuale, il server dovrà sopportare 540GB in meno di traffico all’anno. Una differenza che comincia a essere notevole.
Ma come può tutto ciò aiutare l’ambiente?
Semplice. Ogni chiamata al server per caricare dei dati consuma elettricità. Se un server virtuale, facente parte di un’architettura server in continua alimentazione e con un avanzato sistema di raffreddamento, consuma in media il 60/70% delle sue quote massime, con un codice ottimizzato e ben costruito arriva ad effettuare meno della metà delle chiamate per il traffico. Queste chiamate non rappresentano il totale dell’energia consumata, ma comunque una quantità notevole.
Il risultato che contiene il succo del discorso è questo: un sito correttamente sviluppato fa risparmiare al server dal 10% al 20% di energia consumata, in media una decina o due di kW al mese per sistemi di piccole-medie dimensioni. Moltiplicate questa cifra per le decine di migliaia di siti di questa categoria: avremo l’energia consumata da un parco coperto di forni microonde che lavorano a pieno regime per diverse giornate.
Il tutto risparmiato, a beneficio dell’ambiente, dei costi di manutenzione e dell’usura dei dischi rigidi di memorizzazione dei server. Niente male, per qualche riga di codice.
Informazioni sull'Autore
Francesca Segantini
http://www.effeeffegrafica.it/
Fonte: Article-Marketing.it
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