Allattamento al seno: Il ruolo del papà
di: Leone verde
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E' un pensiero comune che l'allattamento al seno escluda i neopapà mentre quello al biberon coinvolga i papà. O che per coinvolgere i papà nell'allattamento al seno sia necessario tirarsi il latte per farlo dare al papà con il biberon.
Personalmente li ritengo i soliti luoghi comuni,
un po' come dire "l'allattamento sfibra" (come se pulire, sterilizzare,
preparare il biberon fosse rilassante!).
I papà hanno un ruolo cruciale nell'allattamento al seno, molto più
di quanto possano immaginare.
Un uomo potrà pensare "Ma cosa c'entro io con l'allattamento
materno? Mica ho il seno!".
Vero che l'uomo non ha il seno, ma non è nemmeno provvisto di utero e
vagina, e pertanto assiste e spesso collabora attivamente al parto
della propria compagna!
Prima di tutto i papà possono fornire aiuto pratico.
Aiutare la mamma a trovare una posizione comoda, portarle dei
cuscini, porgerle il bimbo dopo che lei si è sistemata in modo
confortevole. Sembrano sciocchezze, ma in particolare nel primo periodo
dell'allattamento sono attenzioni tutt'altro che trascurabili.
Anche di notte questi gesti sono particolarmente graditi, e possono
contribuire a far sentire una mamma meno abbandonata a se stessa in
questo compito.
L'incarico fondamentale dei padri però è quello di tornare al ruolo
primitivo di "maschio" e cioè quello di proteggere la madre del suo
cucciolo (e il suo cucciolo) dall'ambiente circostante.
Così come quando una donna diventa madre spesso scopre il suo lato
"animale", nel senso di istintivo, primordiale (basti pensare al parto
stesso o ad alcune sensazioni molto forti che si possono provare quando
si ha un neonato), anche i neopapà dovrebbero ricordarsi che non sono
altro che mammiferi maschi.
Il papà dovrebbe fare quanto possibile per creare un clima sereno e
protetto intorno alla neofamiglia, difendendo con le unghie e con i
denti (in senso figurato!) il "nido", quindi fare da filtro rispetto
alle visite di parenti e amici (che il più delle volte sono fonte di
stress), alle telefonate, a tutte le incombenze pratiche che di certo
pesano alla propria compagna.
Penso inoltre che la cosa che le mamme chiedano di più al proprio
partner sia fiducia: fiducia nella loro capacità di essere madri,
fiducia in quello che stanno facendo.
Spesso quando un allattamento ha dei problemi le mamme mi
riferiscono che il proprio compagno si è schierato "dalla parte del
nemico", che sia il pediatra o la suocera non importa, comunque dalla
parte di chi la pensa in maniera opposta, mettendo in discussione le
scelte della mamma (magari con argomentazioni banalizzanti tipo "non sei
lucida per via della tempesta ormonale" e via dicendo).
Questo non significa che per forza la mamma abbia sempre ragione e
gli altri sempre torto, ma vedo che in genere i padri accettano con
favore la soluzione apparentemente più semplice.
Sappiamo bene che il cervello maschile è diverso da quello
femminile, per cui di fronte a una situazione difficile l'uomo propone
soluzioni pratiche e razionali, mentre la donna preferisce il dialogo,
l'ascolto e la comprensione.
E' il classico equivoco che fa scaturire le liti nelle coppie: lei
ha un problema e ne vuole parlare, parlare e basta, non chiede che
qualcuno le trovi la soluzione. Lui invece risponde con proposte e
spiegazioni... ed è l'inizio dell'incomprensione!
Nell'allattamento questo si traduce in "Pensi di avere poco latte?
Dai un biberon di aggiunta" oppure "Sei affaticata? Smetti di allattare o
tirati il latte che ci penso io".
Dal punto di vista pratico questi ragionamenti non fanno una piega,
anzi, credo che molti uomini non capiscano come mai una donna che
incontra difficoltà nell'allattamento si affanni tanto per trovare una
soluzione diversa dal biberon.
Ci sono però dei dettagli tutt'altro che trascurabili.
Il primo e forse più evidente è che il latte artificiale è ancora
ben lontano dall'essere equivalente al latte materno (e anche se un
lontanissimo giorno lo diventerà, resta sempre il fatto che il latte
materno è gratis).
L'altro è che l'allattamento al seno è una delle fasi del processo
riproduttivo che inizia con il concepimento, si evolve nelle gravidanza,
sfocia nel parto e si conclude, appunto, con l'allattamento. Quando uno
di questi passaggi "salta", è naturale che la maggior parte delle donne
si senta in crisi.
Vogliamo rivolgere la situazione al maschile? Mettiamo che il vostro
partner non possa avere figli e voi con naturalezza gli diciate "Non
preoccuparti, tesoro, ricorrerò al seme di un donatore. Tanto è lo
stesso, alla fine il figlio lo cresceremo noi per cui sarà nostro a
tutti gli effetti". Certo, è una strada che si può intraprendere, ma non
credo che un uomo faccia questa scelta in un battito di ciglia e che
sia contento che voi glielo proponiate con tanta leggerezza! Avrà
bisogno di tempo per ponderare e per accettare una procedura che in
qualche modo mette in discussione il suo "essere uomo".
Cosa può fare quindi un papà?
Innanzitutto informarsi, possibilmente già durante la gravidanza,
non solo sul parto e su come potrà essere di aiuto, ma anche
sull'allattamento al seno: come funziona, cosa è "normale", di modo che
non si stupirà se quel cuccioletto minuscolo mangerà così spesso o se i
suoi ritmi sono irregolari.
In questo modo potrà fare da barriera anche verso i "cattivi
consigliatori", cioè quelli che criticano la mamma perché non allatta a
orari o perché non dà il biberon di acqua o di camomilla.
Vi assicuro che per una mamma, bersagliata da queste critiche, è di
grande sollievo avere l'appoggio del partner!
Nel caso in cui insorgano dei problemi, il ruolo del padre diventa
ancora più importante.
Nel 2005 è stato fatto uno studio in Campania su un gruppo di
genitori. A tutte le madri venivano forniti consigli sull'allattamento. I
padri invece erano stati divisi in due gruppi: un gruppo non riceveva
nessuna informazione, l'altro gruppo veniva formato specificatamente
sulla gestione dei più comuni problemi dell'allattamento al seno.
I risultati sono stati strabilianti: la differenza tra i due gruppi è
stata molto marcata, cioè l'allattamento al seno era molto più diffuso
nel gruppo in cui i padri erano stati formati. A titolo di esempio, nel
gruppo dove i papà non erano stati formati, le madri che avevano la
percezione di avere poco latte erano il 27%, mentre nell'altro gruppo la
percentuale scendeva al 9%.
E' chiaro quindi che al giorno d'oggi l'allattamento non è solo
"roba da donne", coinvolge gli uomini e hanno una grande responsabilità
nella sua riuscita.
Quindi, cari papà, voi non siete esclusi dall'allattamento al seno.
Avete un ruolo importante anche se spesso il vostro lavoro si svolge
nell'ombra!
Informazioni sull'Autore
Sara Cosano
Allattamento al seno. Il ruole del papà"
Il Bambino Naturale - Rubrica sull'allattamento
Fonte: Article-Marketing.it
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