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Alla scoperta delle stufe a pellet

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di: Riccardo79
Parole: 527 | Visite totali: 91

Negli ultimi anni si è imposto un nuovo modo di scaldare le nostre abitazioni rappresentato dalle stufe a pellet. La novità sta nel fatto che ormai si può ardere la legna in modo del tutto automatico. Questi modelli di stufe sono macchine decisamente poliedriche, la maggior parte sono autosufficienti per quanto concerne l'accensione la quale è governata a mezzo di un termoregolatore o con un timer che conta le ore.

Certi modelli sono muniti addirittura di un telecomando per trasmettergli comandi e impostazioni, va da se che modelli più evoluti sono stati equipaggiati perfino di una reale centralina di supervisione che oltre ad occuparsi della sequenza di funzionamento provvede anche a gestire la sicurezza con prove diagnostiche. In linea di massima il pellet brucia in maniera piuttosto pulita e crea solo una fievolissima cenere che vola via attraverso la canna fumaria senza depositare altri scarti, questa cenere si deposita in un cassetto posto al di sotto del focolare. La dose di cenere creata è inversamente proporzionale al pregio del pellet impiegato, un pellet mediocre genererà cenere in abbondanza e viceversa.

All'opposto di quanto succede con i modelli a gas gli utenti delle stufe a pellet devono essere coscienti che questi apparecchi esigono una abbondante manutenzione, in particolare con cadenza massimo di una settimana sarà ineluttabile fare un'ottima pulizia del cassetto della cenere e soprattutto dello spazio dove avviene la combustione. In particolare utilizzando un apposito aspiracenere andrà pulita tutta la parte retrostante il focolare per evitare che particelle di cenere vadano ad ostruire gli ingranaggi. La mancanza di manutenzione potrebbe causare seri danni alla stufa e soprattutto originare problemi di sicurezza.

Un'altra particolarità delle stufe a pellet, in cui differiscono da quelle a legname, è che non necessitano di una classica canna fumaria, il tiraggio dei fumi di espulsione difatti non è spontaneo ma forzata per mezzo di un forte ventilatore elettrico che provvede ad accelerare la combustione e a mettere fuori i fumi. In ogni caso è opportuno che la canna abbia una certa altezza ed abbia meno svolte possibili per creare un cospicuo tiraggio spontaneo che aiuti i fumi a venir fuori in caso di blackout. Nel caso in cui non esista una canna fumaria già esistente un modo per crearne una rapidamente potrà essere quello di inserire una tubazione dalla stufa in modo orizzontale attraverso il muro e poi farlo scorrere verticalmente fino al sottotetto. Un'altra accortezza nel montaggio della stufa dovrà essere quella di creare una ripresa d'aria esternamente per l'aria di combustione, questo è fondamentale soprattutto per le abitazioni recenti nei quali finestre e porte sigillano piuttosto tenacemente.

Come dicevamo il combustibile è il pellet, esso viene creato sminuzzando il legno in polvere, la quale in seguito viene compressa in piccoli cilindri della dimensione di circa un centimetro. Per tenere insieme questa polvere però non è necessario servirsi di alcuna colla in quanto il legname ha dentro una sostanza collosa detta lignina che funge da aggregante. Nell'acquistare il pellet è importantissimo prendere visione dell'apposita etichetta posta sul sacchetto che ci consente di conoscere sia le specifiche sia la provenienza.

Informazioni sull'Autore

Riccardo Maio

Fonte: Article-Marketing.it

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