Evoluzione della stampa
di: effeeffegraphic
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La stampa è la parte principale dell’editoria. I processi di stampa e i loro risultati sono talmente radicati nella nostra società che è ancora impossibile farne a meno, nonostante la continua e sempre maggiore digitalizzazione di molti prodotti (come i libri). Le tecniche di stampa permettono di ideare soluzioni creative e innovative e sono virtualmente prive di limiti di realizzazione.
Il primissimo esempio di stampa della civiltà risale a prima dell’anno 220 e in Egitto al VI e VII secolo, ma la prima vera testimonianza scritta sulla descrizione dei metodi di stampa risale all’epoca della Dinastia Tang in Cina.
Qui, lo scrittore Fenzhi descrive come le matrici di legno intagliato dei singoli caratteri o illustrazioni venivano impresse singolarmente su fogli o tessuti per creare testi e trame.
Come è noto a molti, l’inventore della stampa nel mondo occidentale è considerato Gutenberg, ma già nel 1041 (oltre 400 anni prima della famosa Bibbia di Gutenberg) sono stati ritrovati esempi di stampa a caratteri mobili, sempre in Cina. Le forme erano create con l’argilla e risultavano quindi molto fragili.
Gutenberg introdusse una tecnica efficace, che utilizzava caratteri in lega metallica, duraturi e resistenti, e presse simili a quelle utilizzate per la fabbricazione del vino e dell’olio.
In quegli stessi anni si svilupparono i calchi per la stampa in serie non solo di caratteri, ma anche di immagini.
La vera evoluzione delle tecniche di stampa è avvenuta, per forza di cose, nel 20° secolo e continua tutt’ora. Attualmente il numero di tipografie presenti nel mondo è dell’ordine delle centinaia di migliaia e molte di esse sono specializzate in singole metodologie di stampa.
Ma quali sono le tipologie di stampa disponibili? Volendo andare nello specifico, ce ne sono decine. Vediamone le principali e le più diffuse.
Stampa Digitale
Probabilmente il tipo più diffuso, perché è il metodo utilizzato anche a livello domestico. Nella stampa digitale la forma da stampare è generata ed elaborata elettronicamente e quindi riprodotta direttamente sul supporto.
Rientrano in questa categoria macchinari molto diversi tra loro: stampanti a getto d’inchiostro e laser ne sono un esempio.
I vantaggi sono molteplici: la stampa digitale permette la riproduzione su supporti molto estesi (come cartelloni di diversi metri di lunghezza) e facilita la stampa su materiali non convenzionali come il PVC. Inoltre, per sua natura, risulta economicamente vantaggiosa nel caso le copie da realizzare siano anche poche centinaia. Per contro, le macchine digitali sono le più lente in circolazione e producono un maggiore disturbo (quindi minore qualità) nella resa di stampa.
Serigrafia
Processo più costoso, ma in molti casi più efficace, la stampa serigrafica è perfetta per la riproduzione di testi e immagini su supporti particolari. È fortemente utilizzata per la stampa di gadget e prodotti come penne, cappelli, tazze, T-Shirt…
Con questo metodo, il colore viene applicato ad aree tramite una forma detta tessuto di stampa. È utilizzata fin dai primi anni del Novecento.
Stampa Offset
Considerato il gradino superiore in termini di qualità rispetto alla stampa digitale, la stampa offset diventa vantaggiosa quando le quantità di copie da realizzare iniziano a essere diverse migliaia. Simile alla litografia, con questo metodo l’inchiostro viene steso tramite tre cilindri a contatto tra di loro. Permette una estrema definizione e ottimi risultati, ma al tempo stesso gli inchiostri impiegati hanno una bassa forza coprente (in quanto basati su una soluzione acquosa).
Rotocalcografia
È il metodo da preferire quando le quantità di copie iniziano a diventare ingenti (dalle centinaia di migliaia ai milioni di copie). Nella stampa rotocalco, un fitto sistema di celle a diversa profondità gestisce la stesura dell’inchiostro che non viene pressato. Spesso vengono utilizzati dei forni a basse temperature per la cristallizzazione del colore.
Questa tipologia permette di ottenere ottimi risultati in termini di qualità, in breve tempo ed economicamente vantaggiosi per le grandi tirature. I macchinari per la stampa rotocalco sono però tra i più costosi e ingombranti del settore.
Esistono moltissimi altri metodi di stampa: xilografia, litografia, sublimazione, termorilievo…
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Francesca Segantini
Fonte: Article-Marketing.it
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