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Il genocidio armeno

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di: syd
Parole: 553 | Visite totali: 216

A differenza di altre tragedie che hanno avuto come obiettivo lo sterminio di interi gruppi etnici   ma  che sono stati ampiamente documentate e accettatate con empatia e commiserazione da tutto il mondo, la persecuzione e l'uccisione sistematica degli armeni da parte delle truppe ottomane durante la prima guerra mondiale è stato e continua ad essere oggetto di controversia nonostante le prove incontestabili a favore di questa tesi. La causa principale di questo dibattito in Turchia e nel mondo è proprio l'atteggiamento negazionista che il paese del Bosforo continua ad assumere nei confronti della questione armena.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la Germania ammise le proprie colpe nei confronti della Shoah e si prese carico dei costi che queste comportavano, contribuendo a ridare memoria collettiva alla vittime della brutalità nazista. In questo caso la Turchia agisce in maniera totalmente opposta continuando a discriminare la minoranza armena all'interno del paese, considerando l'affermazione "genocidio armeno" come reato punibile con il carcere e soprattutto negando la storia; si contesta infatti l'effettiva volontà da parte delle truppe ottomane di sterminare quella determinata etnia ma si tralasciano migliaia di prove che dichiarano il contrario.

Andando più nel dettaglio, gli intellettuali e gli storici turchi non contestano che effettivamente tra il 1915 e il 1917 vi furono consistenti perdite tra i civili appertenenti all'etnia curda (500.000 per il governo Turco, 1.500.000 secondo gli armeni), ma che questi avvennero a causa di un concertarsi di eventi quali saccheggi, carestie, epidemie durante la deportazione. Sempre secondo questa tesi, non vi fu l'intenzionalità di uccidere deliberatamente, questo avvenne a causa delle sommosse e del clima di anarchia che vi era in quell'area. Ad oggi, molte sono state le dichiarazioni da parte di nazioni occidentali e non, che hanno pressato Ankara per ridare memoria storica a quello che viene definito il primo genocidio del XX secolo.

La prima risoluzione in sede Onu risale al 1973, la Commissione per i Diritti dell'uomo che ha come relatore l' ugandese Nicodeme Ruhashyaniko redige un rapporto in cui all'articolo 30 menziona "l'effettiva consistenza a favore dell'ipotesi di genocidio nei confronti del popolo armeno", poi subito modificata a causa delle pressioni turche. Ma è nel 1986 che la Sottocommissione per la Lotta contro le misure discriminatorie e per la protezione delle Minoranze, adotta il rapporto Whitaker che contiene anche l'articolo 30. Su questa presa di posizione in sede Onu si allinea anche l' UE che riconosce la realtà del genocidio armeno e pone come vincolo all'entrata dell'Unione Europea l'accettazione di questo da parte della Turchia riconoscendo tuttavia che l'attuale governo turco non è suscettibile di nessuna colpa in quanto non direttamente collegabile con l'impero Ottomano. Anche il Congresso Americano ha più volte tentato delle risoluzioni che riconoscessero l'avvenuto sterminio organizzato a danno del popolo armeno ma l'ostracismo da parte dell'estabilishment turco sul possibile ricollocamento delle truppe Usa presenti nel territorio hanno vanificato i vari tentativi.

La realtà armena attuale è molto più stabile e sicura rispetto alla prima guerra mondiale e Ankara ha fatto passi da giganti a livello economico e sociale per allinearsi agli standard UE, ma il non ammettere apertamente un fatto storico con documentazione certa ed affidabile resta una macchia indelebile per una nazione che aspira a diventare il baluardo occidentale di democrazia in Asia.

Informazioni sull'Autore

Nino Orto

Dal blog:  http://medioorienteterradiconfine.blogspot.com/

Fonte: Article-Marketing.it

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