Infanzia e giocattoli – un legame antico
di: Francescapp
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Grazie a degli antichi reperti archeologici e
a testimonianze scritte giunte fino ai nostri giorni, sappiamo per
certo che già presso molte civiltà antiche, dagli Egizi ai Sumeri, i più
piccoli erano abituati a passare parte del loro tempo con vari tipi di
giocattoli. I birilli, per esempio, erano conosciuti già nel IV secolo
a.C., e sembra incredibile che tale gioco sia stato capace di
attraversare i secoli e resistere fino ai giorni nostri. I birilli non
sono però gli unici giochi che i bambini moderni hanno in comune con i
propri antenati: la bambola, per esempio, tuttora il gioco preferito
dalle bambine di tutto il mondo, pur con delle differenze sostanziali
rispetto ai nostri giorni era già diffusa molto tempo fa. Le prime
bambole di cui abbiamo conoscenza comparvero in Egitto nel 2000 a.C.; si
trattava di oggetti in legno, avorio o terracotta, che venivano donati
simbolicamente alle divinità nel momento in cui le loro proprietarie
uscivano dall’età dell’infanzia. Le prime fabbriche di bambole nacquero
in Germania, a Norimberga, molti secoli dopo, più precisamente nel XV
secolo, e in seguito si cominciarono a produrre anche altri oggetti per
le bambole, quali le stoviglie e i servizi da the.
La bambola più famosa, Barbie, nacque molto tempo dopo, più
precisamente nel 1959, mentre i primi bambolotti meccanici, in grado di
muovere gli occhi ed emettere suoni, vennero lanciati sul mercato
inglese nel 1701.
Come la bambola per gli egiziani, allo stesso
modo per molte civiltà del passato i giochi avevano anche una certa
valenza simbolica, e per questo motivo venivano donati ai bambini in
occasioni particolari: a Roma durante i Saturnali e in Grecia durante le
feste delle Antesterie, per esempio. Nel tempo i giocattoli sono
diventati sempre più importanti anche per un’altra ragione, ossia perché
aiutavano a delineare i diversi futuri ruoli sociali di maschi e
femmine: giocando con i soldatini i bambini diventavano più familiari
con la guerra, mentre le bambine si abituavano con le bambole ad
accudire i propri futuri figli.
Tornando alle evoluzioni dei
giocattoli nel corso della storia, facciamo un balzo nei secoli XVI e
XVII, periodo in cui si svilupparono molto i giochi legati all’attività
fisica, dalla corda al rubabandiera, mentre nel XIX secolo, complice lo
sviluppo della produzione industriale, cominciò la produzione di massa
dei giocattoli. Nel corso del Novecento, e in particolar modo nel
secondo dopoguerra, vennero introdotti nuovi materiali, quali la
celluloide e la plastica, che sicuramente influenzarono anche la
produzione di giocattoli, e di bambole in particolare.
I bambini
dei nostri tempi hanno sicuramente a disposizione molti più giochi con
cui divertirsi e passare il tempo, giochi che si possono trovare molto
facilmente non solo nei negozi specializzati, ma anche nelle mercerie e
nelle cartolerie, accanto a borse con animali,
quaderni e quant’altro che pur non essendo dei giocattoli veri e propri
sono fatti in modo da attirare l’attenzione dei bambini e far sembrare
ogni cosa un gioco. Passando in rassegna i giochi moderni, inoltre, non
si possono non menzionare i videogiochi e simili, che grazie ai numerosi
e veloci sviluppi che si sono avuti nel campo della tecnologia e
dell’elettronica si sono diffusi enormemente negli ultimi anni.
Una
cosa che non è cambiata, però, è lo stretto legame tra infanzia e
gioco, un legame atavico che rimane una parte fondamentale della vita di
tutti noi.
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Articolo a cura di Franesca TessarolloPrima Posizione Srl
Fonte: Article-Marketing.it
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