Misure contro piccioni e ratti nelle città italiane
di: Francescapp
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Roma,
tanto per fare un esempio illustre, ha già lanciato l’allarme topi:
complici il caldo e i cassonetti pieni di rifiuti, quest’estate i topi
sembrano aver proliferato alla grande nella capitale, mettendo a rischio
anche l’attività di molti ristoratori e proprietari di locali, che
spesso vedono passare tra le gambe dei propri clienti questi animali. E
questo accade in zone centralissime, assai frequentate dai turisti, come
Trastevere e Castel Sant’Angelo, dove i topi si muovono anche di
giorno, quasi incuranti dei turisti che visitano la città. Una vera e
propria emergenza, che sta rendendo necessarie delle misure
straordinarie di derattizzazione.
Come detto, però, i topi non
sono i soli animali indesiderati a popolare le città italiane, colpite
anche dal proliferare di piccioni, che oltre ad essere veicoli di
malattie sono anche pericolosi per le case e i monumenti, in quanto i
loro escrementi non solo li sporcano, rendendo necessario l’intervento
di ditte specializzate in pulizia di case,
ma li corrode causando dei danni gravissimi. Moltissime sono le misure
adottate dalle diverse città italiane per contrastare il problema e
bloccare il proliferare di questi uccelli, dai falconieri al divieto di
dar loro da mangiare. Si cerca insomma di ovviare al problema dei
piccioni senza doverli sterminare, ma limitandone l’invasione con metodi
più soft. Niente a che vedere con la catapulta cattura-piccioni
sperimentata a Barcellona, una città – non italiana – in cui, secondo
gli esperti, il numero di piccioni è dieci volte superiore al livello
sopportabile. La tecnica usata a Barcellona permette di intrappolare i
volatili in una specie di rete, per poi sopprimerli con il gas. Nelle
città italiane, soprattutto in quelle più turistiche, vige invece il
divieto di dar da mangiare ai volatili, con multe anche piuttosto
salate, ma a questa misura preventiva se ne aggiungono anche altre,
volte a risolvere il problema dove si è già presentato.
Molto in
voga sono i falconieri, che riescono ad allontanare i volatili senza
torcer loro un capello, anzi una piuma. In teoria i falchi caccerebbero i
piccioni per nutrirsene, ma i falchi che di solito vengono utilizzati
per liberare determinate zone dall’assedio dei pennuti sono addestrati
ad inseguire i piccioni, e non ad ucciderli. E allontanando i piccioni
dai centri storici si può evitare che imbrattino strade e monumenti
rendendo necessari particolari trattamenti per pavimentazioni
e muri per ripulire ciò che i piccioni hanno sporcato. I falchi vengono
di solito liberati la sera, quando i piccioni tornano al nido, per
turbarne la quiete e costringerli a cercare un’altra sistemazione. I
primi risultati si possono raggiungere anche dopo poche uscite, ma i
tempi possono essere anche più lunghi.
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Articolo a cura di Francesca TessarolloPrima Posizione Srl
Fonte: Article-Marketing.it
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