Ristrutturazione: manutenzione ordinaria e straordinaria
di: Francescapp
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In
generale possiamo però dire che gli interventi di restauro, piccoli o
grandi che siano, comportano sempre, oltre che una certa spesa, anche un
certo impegno, non solo da parte dell’impresa di costruzioni edili
contattata per effettuare il restauro stesso, ma anche per i
proprietari della casa, che devono seguire lavori a volte lunghi e
complicati prendendo decisioni in merito.
Cominciamo dalla parte
per molti più dolente: i costi. Naturalmente c’è una bella differenza
tra i costi di piccoli interventi di rinnovo e quelli che possono
riguardare un progetto più ampio. Quando si decide, per esempio, di
effettuare degli interventi che cambino la struttura originale
dell’edificio, bisogna mettere in preventivo una spesa notevole. Non a
caso esiste la possibilità, in taluni casi, di richiedere il cosiddetto
mutuo per ristrutturazione. È quindi opportuno, quando si parla di
ristrutturazione, fare una prima divisione tra ristrutturazione
ordinaria e ristrutturazione straordinaria. Mentre la prima, com’è
facilmente intuibile, comprende gli interventi di piccola entità e la
ristrutturazione di piccole opere, il secondo termine indica invece la
ristrutturazione di grandi opere. Oltre alle differenze riguardanti i
costi, queste due tipologie di ristrutturazione si distinguono anche in
molti altri sensi, in primis per quanto riguarda le normative vigenti.
Nel caso di alcuni interventi di grande entità, infatti, è necessario
inoltrare una domanda con richiesta di permesso al proprio Comune.
Cerchiamo
ora di spiegare meglio cosa si intende per ristrutturazione ordinaria e
straordinaria. Si parla di manutenzione ordinaria nel caso in cui, per
esempio, si decida di acquistare un immobile per rimetterlo a nuovo.
Anche in questo caso bisogna però fare dei distingua, perché ovviamente
può essere che l’immobile acquistato richieda solo dei piccoli
interventi, o al contrario che necessiti di un maggior numero di lavori.
In ogni caso, il termine ristrutturazione ordinaria può includere sia
lavori all’interno che all’esterno dell’immobile, ma con una conditio
sine qua non: sia l’aspetto interno che quello esterno dell’edificio
devono rimanere immutati. Oltre che per questi interventi maggiori, il
termine ristrutturazione ordinaria viene impiegato anche per indicare,
per esempio, la sostituzione dei serramenti, gli interventi riguardanti i
cancelli, i portoni, le rifiniture e così via.
Passiamo ora alla
manutenzione straordinaria: con questo termine si indicano interventi
quali la realizzazione di servizi igienici, di cortili e in generale di
qualsiasi lavoro che vada a modificare la struttura interna od esterna
di un edificio. Si parla di ristrutturazione straordinaria anche nel
caso di lavori riguardanti il consolidamento della struttura e la
sostituzione, per esempio, dei muri portanti, lavori che richiedono
sicuramente l’intervento di un’impresa di costruzione edile
specializzata. Il termine manutenzione straordinaria di grande opere
include, infine, la costruzione di nuovi edifici o l’allargamento di
edifici già esistenti. Per tutti questi interventi, come già accennato, è
necessario far richiesta al comune, che valuterà se concedere o no il
nulla osta per procedere con i lavori.
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Articolo a cura di Francesca TessarolloPrima Posizione Srl
Fonte: Article-Marketing.it
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