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Cotto fatto a mano: l'arte antica dei fornaciai umbri

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di: viterbomarketing
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Già nel V millennio a.C. è noto che le antiche popolazioni stanziate in Egitto e Mesopotamia realizzavano manufatti in terracotta e argilla, materiali che per la loro resistenza sono stati in grado di "sfidare i secoli" senza temere l'usura del tempo o gli sbalzi climatici.

Ecco perché studiosi e archeologici hanno ritrovato (sorprendentemente quasi intatti) utensili, mattoni, vasi realizzati tanti secoli fa impastando questi materiali che hanno ispirato la creatività dei primi artigiani di remote civiltà.

Molti secoli dopo furono gli Etruschi, un popolo fiero mai sottomesso nemmeno dai Romani, a divenire veri e propri esperti nella lavorazione della terracotta tanto da riuscire a creare, con la sola abilità manuale, complementi d'arredo, statuine ma anche tegole e cornicioni per rivestire il tetto delle loro abitazioni, proteggendole dalle intemperie.

Questi reperti sono stati portati alla luce grazie agli scavi e ai ritrovamenti effettuati in particolare nell'area corrispondente all'attuale Umbria e Toscana, cioè la zona in cui gli Etruschi si insediarono e stabilirono per centinaia di anni.

Nel 1400 l'impegno appassionato e certosino dei fornaciai umbri spinse molti artigiani dell'epoca a riunirsi nelle Corporazioni delle arti e mestieri per tutelare i segreti ma soprattutto il patrimonio delle conoscenze, legate alla loro attività di successo.

Nell'ambito della più pregiata produzione artistica si inserisce proprio "la lavorazione del cotto" che, ieri come oggi, è ottenuta mediante lunghi e laboriosi processi, rigorosamente eseguiti a mano.

L'antica lavorazione del cotto tramandata dai fornaciai umbri

Pur avendo origini lontanissime l'arte del cotto, resta tutt'ora fedele alla sua texture originale perché non ha subito grandi cambiamenti nonostante i moderni sistemi, tecnologicamente avanzati, con cui vengono, invece, lavorati e prodotti altri materiali a livello industriale.

Il merito della lavorazione manuale, attenta e accurata spetta ai "maestri fornaciai umbri", preziosi custodi di un'arte antica quanto ricca di fascino.
Per ottenere il cotto, essi mescolavano sapientemente l'argilla pura con una percentuale di acqua. Il composto ottenuto veniva raccolto in apposite forme o blocchi prima di essere passato nelle fornaci. Qui veniva setacciato e pulito da particelle impure o residui organici. In seguito, generalmente nel periodo estivo, passavano alla seconda fase, quella dell'essiccazione mediante l'esposizione al sole.

Il terzo passaggio prevedeva la cottura in antichi forni a legna mentre l'ultima, ma non meno delicata fase, riguardava la bagnatura, necessaria per conferire la porosità che contraddistingue il cotto antico.
Adesso che si comprende come questo lavoro richiede tanto tempo, pazienza e dedizione si può intuire anche il valore di questo materiale così unico e diverso da tutti gli altri. Ma non solo. Essendo attualmente richiestissimo il cotto, declinato in tante finiture diverse, sta vivendo un periodo di rinnovato splendore.

Modernità e versatilità del cotto

Da sempre il cotto è molto apprezzato non solo per il suo forte impatto estetico ma anche per le sue peculiarità, capaci di fare la differenza.
Si tratta di un materiale naturale al 100% che unisce la tradizione dell'antica lavorazione a mano con l'innovazione di un elemento che oggi ricopre un ruolo da protagonista nell'ambito della bioarchitettura.

La sua realizzazione, infatti, non necessita dell'aggiunta di pigmenti artificiali o prodotti chimici, né prevede il rilascio nell'ambiente di sostanze tossiche. La sua naturale colorazione, il rosso anticato, rende questo materiale molto versatile e adatto sia in ambienti indoor che outdoor prestandosi a diverse destinazioni d'uso.

Se un tempo le case di campagna si caratterizzavano per i rivestimenti o le pareti in cotto e i giardini erano impreziositi da porta piante, base lumi o statue in cotto, ai giorni nostri ville e lussuosi appartamenti, degni di riviste patinate, sono arredate con complementi come arazzi, riproduzioni di sculture o fontane esterne realizzate in cotto.

Anche la sua collocazione, quindi, oggi è completamente sdoganata dal passato: in quartieri residenziali o nel pieno centro storico di aree urbane molti edifici e case moderne presentano coperture (tegole e coppi in cotto di diversi formati e finiture) o pavimentazioni in cotto, solide e rifinite alla perfezione.

Oltre all'ottima qualità che garantisce lunga durata, un altro motivo per preferire il cotto è la sua una forte connotazione di modernità e pregio, anche se utilizzato a scopi decorativi, ad esempio quando si realizzano coprimuro o si acquistano mosaici e greche che abbelliscono gli ambienti, valorizzandoli come solo gli elementi forti e autentici sono in grado di fare.

Informazioni sull'Autore

Alice Collura 

autore presso Fornace Bernasconi

Fonte: Article-Marketing.it

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