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Il Natale visto dai cristiani

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di: YOUandME
Parole: 498 | Visite totali: 1713

Le festività natalizie sono la più importante celebrazione cristiana durante l'anno, possiamo meglio definirlo come un periodo di una serie di festeggiamenti che partendo dal solstizio d'inverno giungono fino all'Epifania. Questo ciclo di feste nella tradizione popolare era legata alla chiusura di un ciclo stagionale e all'inizio del nuovo ciclo.

La festa appartiene all'anno liturgico cristiano e nella Cristianità dell'occidente cade il giorno 25 del mese di dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il sesto giorno del mese di gennaio.

L'arrivo di Gesù sulla Terra viene fatto risalire ad una data compresa tra il 10 e il 4 a.C. , ma il Natale non venne introdotto subito come festa cristiana, ma bisogna aspettare l'arrivo del quarto secolo perchè compaia nell'Impero Romano, e nelle zone dell'Oriente anche più tardi.

Nel 274 d.C. grazie ad Aureliano fu introdotta al 25 dicembre la Festa solare. E associando la festa cristiana a questa festa pagana che ha origine la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva ardere per 12 giorni di seguito e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio, che, in base a come bruciava, faceva prevedere come sarebbe stato l'anno futuro.

Il Cristianesimo inserì nelle proprie concezioni religiose culture popolari esistenti in precedenza così da trasformare il giorno del dio solare e agricolo dell'Egitto e della Persia nel Natale cristiano, infatti nel 337, papa Giulio I cominciò a far celebrare il Natale nella stesa data.

Non è solo il giorno l'aspetto preso in prestito dalla tradizione precristiana: l'abete era già tra i Celti simbolo di vita e di speranza poiché non perde mai le foglie. La "cristianizzazione" è dell'VIII secolo quando S. Bonifacio fece crescere un abete al posto della quercia sacra a Thor e lo identifica con Gesù Cristo.

Magnifiche trasformazioni!!!

Fare in modo che il Natale venisse inserito in un contesto invernale non fu facile poichè andava contro il racconto evangelico di S.Luca, che con i pastori che passano la notte all'aperto evocava piuttosto un ambiente primaverile. Poi c'era la precedente tradizione cristiana che fissava la nascita di Cristo in un giorno di primavera: Clemente di Alessandria l'aveva inserita al il 19 aprile, altri padri della Chiesa lo datavano al 18 aprile, altri ancora al 29 maggio o al 28 marzo.

Fu soltanto dopo numerosissime discussioni ed esitazioni che i vescovi di Roma optarono il 25 dicembre.

Ma quali furono le motivazioni addotte per tale scelta?

I calcoli dei vescovi si basarono sul fatto che Gesù morì quando aveva 33 anni in data 25 marzo. Considerando la data di morte di Gesù la stessa nella quale lui si era incarnato all'interno del ventre di Maria e considerando la sua nascita avvenuta 9 mesi dopo... ecco che abbiamo di nuovo il magico numero... 25 DICEMBRE!!!

Quante contorsioni dietro qualcosa che adesso ci appare scontato!

Interessanti a sapersi e penso sia anche importante renderle note ai propri figli, in modo che sappiano discernere ciò che è fede e ciò che è costruzione dell'uomo.

Ma su questo voglio tornarci con calma, poichè è un argomento che mi piace molto.

Informazioni sull'Autore

Ethel Cogliani http://ehl2000.com

Fonte: Article-Marketing.it

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