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Piatto pronto: quando va bene

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di: serenapp
Parole: 559 | Visite totali: 6306

Col passare del tempo cambiano anche i gusti alimentari degli italiani, che hanno un po’ abbandonato la dieta mediterranea e consumano sempre di più i cibi che sono stati introdotti in Europa con la globalizzazione: bibite gassate, hamburger e panini farciti con carne e salse ipercaloriche.

In Italia un altro fattore che ha mutato le abitudini alimentari nell’ultimissimo decennio, è la crisi economica che ha spinto le famiglie italiane a scegliere un’alimentazione meno varia, più ricca di carboidrati e meno di carne, pesce, frutta e verdura. Si consuma anche meno vino-considerato un lusso- e meno olio di oliva.

Al di là dei cibi che gli italiani decidono di mettere nel frigo e nella dispensa, è netta la predisposizione delle famiglie all’acquisto di un tipo di piatto pronto oppure già confezionato; questa scelta è fatta prima di tutto per mancanza di tempo per preparare i piatti, siano essi quelli tradizionali della tradizione culinaria italiana, come la base per pizza, la pasta ed i dolci tradizionali, oppure i piatti che richiedono un certo tempo di preparazione. Ecco quindi che si sceglie di acquistare polpette già pronte, cotolette già impanate della grande distribuzione, ragù e sughi pronti che si possono trovare facilmente oggi anche al banco frigo del supermercato, minestroni, zuppe, purè e spezzatini di carne, per non parlare del pesce già pulito e condito/farcito.

Ad una prima analisi un regime alimentare basato su cibi pronti di bassa qualità, poche vitamine e fibre derivanti da frutta e verdura, ed un limitato apporto di proteine da carni rosse, potrebbero provocare nei fisici più giovani delle carenze di sviluppo. Bisogna quindi cercare di trovare il giusto equilibrio fra quelle che sono le esigenze della famiglia di fare quadrare il bilancio e quelle che sono le esigenze imprescindibili del corpo umano, ed in particolare dei bambini e degli adolescenti.

La ricetta per poter gestire questi due importanti fattori con successo è quindi quella di pianificare gli acquisti, stilando un regime alimentare settimanale che contenga ogni giorno frutta e verdura in abbondanza, carne tre o quattro volte alla settimana, carne rossa una o due volte; per i restanti pasti si può programmare di mangiare altri cibi, meno costosi, ma ugualmente ricchi in proteine, come legumi, semi, derivati della soia, pesce, uova e alimenti vegetali.

In una dieta equilibrata non possono mancare i carboidrati, che danno energia all’organismo e che sono contenuti in molti alimenti di basso costo, come pasta, pane e derivati delle farine, pizza; vista anche la funzione principale di questo tipo di alimenti, è quindi meglio consumarli durante il pranzo, ed evitarli o limitarli per cena. Ciò non toglie che seppur questa sia la regola generale, qualche piccola eccezione è tollera e anzi, è necessaria per non vivere la dieta come uno stress psicologico.

In particolari casi in cui il tempo a disposizione per la preparazione di pasti sia veramente poco, è sconsigliato ad ogni modo ricorrere alle grandi catene di fast-food -spesso americane- che propongono panini, hamburger, tapas e tortillas farcite; questi cibi infatti sono ricchi in carboidrati, grassi e soprattutto sale e spesso con un pasto al fastfood si raggiungono o addirittura superano le quantità giornaliere consigliate di grassi e sale. Quindi anche quando ci si trovi a dover comprare cibi pronti, è sempre meglio rivolgersi ad aziende italiane del settore, che confezionano prodotti di qualità.

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Articolo a cura di Serena Rigato Prima Posizione Srl Web Marketing Agency

Fonte: Article-Marketing.it

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