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Lucca nella storia

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di: lmalerba
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Lucca Romana

Fondata dai Celti Liguri e poi passata agli Etruschi per 200 anni, la comunità antica di Lucca diventa nel 180 a. C. dominio dei Romani, che iniziano a fortificarla. Prima semplice colonia Romana, nel 90 a. C. Lucca diventa Municipio, acquistando i diritti civili e la permissione di battere moneta. Proprio qui, nell'89 a. C., avvenne lo storico incontro tra Cesare, Pompeo e Crasso, che concordarono la nascita del Primo Triumvirato in un edificio ancora esistente in Chiasso Barletti. Il periodo imperiale, grazie alla posizione favorita di Lucca (tra l'intersezione di numerose importanti strade, la Clodia, l'Aurelia, la Cassia) vide la cittadina abbellita di nuove costruzioni, tra cui l'Anfiteatro, sulla cui ossatura ellittica oggi sorgono delle case che tuttavia mantengono intatto il fascino dell'epoca. Prima città toscana ad essere evangelizzata da Paolino d'Antiochia, nel 476 Lucca fu conquistata prima dai Goti e poi dai Longobardi, che la dichiararono capitale della Tuscia (Toscana) nel 570, col nome di Luca Flavia.

Lucca nell'XI e XII secolo

Alla fine del 900 Lucca passò dai Longobardi (che l'organizzarono in Diocesi e Pievi) ai Franchi (che ne fecero feudo del Marchesato di Toscana, con perdita del titolo di capitale a favore di Firenze). Sotto la contessa Matilde di Canossa, Lucca prosperò, accrescendosi in prestigio con la partecipazione alla Prima Crociata. Alla morte di Matilde (1115), i lucchesi si dichiararono Comune, scegliendosi i propri governatori (1119). Liberatasi dal Marchesato di Toscana dietro pagamento di 1000 monete d'oro per 90 anni, Lucca ottiene da Federico Barbarossa il riconoscimento dell'Istituzione Comunale (1162), assurgendo a grande importanza. Con l'ingrandirsi della città fu necessario costruire un secondo ordine di mura (finite nel 1265) mentre l'economia lucchese prosperava, rendendo la città un grande centro di commercio noto anche in Oriente (produzione di seta). Fioriscono chiese e torri.

Lucca nel XIII e XIV secolo

Le lotte tra Papato e Impero nel XIII secolo si riflettono anche a Lucca con la divisione tra ghibellini (filoimperiali e aristocratici) e guelfi (alleati col Papa e borghesi). Lucca è di spirito guelfo e di conseguenza si trova a rivaleggiare con la ghibellina Pisa, alimentando sanguinose lotte e contrasti secolari. La rottura dei guelfi in parte Bianca (famiglie patrizie) e Nera (mercanti e artigiani) provocò tali discordie interne che nel 1314 i pisani irruppero nella città con Uguccione della Faggiola, tiranno scacciato poi da una ribellione popolare. Castruccio Castracani, valente condottiero, divenne Duca di Lucca nel 1317, inaugurando un periodo fulgente, ma morì nel 1328 e Lucca fu ceduta prima ai milanesi, poi ai genovesi e ai fiorentini, infine ai pisani. Nel 1369 acquistò la libertà costituendosi in Repubblica e componendo infine le rivalità tra bianchi e neri in un patto di amicizia.

Lucca nel XV e XVI secolo

Nella prima metà del 1400 Lucca venne governata da Paolo Guinigi, illustre appartenente ad una nobile famiglia di mercanti, che contribuì a incrementare l'aspetto urbano della città e a favorirne la crescita economica finché non fu spodestato dagli Sforza con l'accusa di usurpazione del governo lucchese. Da allora Lucca fu libera per oltre 300 anni, amministrandosi da sola. Proprio qui fu concordato il Concilio di Trento tra Carlo V e Papa Paolo III, nel 1545, mentre la città passò al nobile Martino Bernardini, che negò al popolo di partecipare alla vita pubblica con l'ideazione del "Libro D'oro", l'elenco dei potenti da cui si poteva attingere per l'elezione dei governatori. Nel 1544 l'architetto Matteo Cividali allarga la città con la terza cerchia di mura (lavori conclusi nel 1645). L'attenzione dei lucchesi passa dal commercio all'agricoltura.

Lucca nel XVII e XVIII secolo

Il secolo XVII trascorre a Lucca senza scossoni: si alternano arte e cultura, si costruiscono palazzi storici tuttora esistenti e alla fine del 1700 la città viene illuminata con lanterne ad olio appese agli incroci delle vie principali. Le idee rivoluzionarie provenienti dalla Francia non attecchiscono nella prudente Lucca repubblicana ma i successi di Napoleone a Milano e la pace di Campoformio (1796) sono il segno della fine del regime oligarchico in città e della stagione della Repubblica, dopo ben 637 anni. Il generale Serurier occupa Lucca con le sue Milizie francesi il 2 gennaio 1799.

Lucca nel XIX secolo

Caduta in mano di Napoleone, re d'Italia nel 1805, Lucca viene affidata a sua sorella Elisa Baciocchi, che regge il Principato con intelligenza e autorità, benvoluta dai lucchesi, fino al 1814, anno della caduta di Napoleone e dell'esilio in Sant'Elena. La città passa per 3 anni agli austriaci e poi, come Ducato, sotto Maria Luisa di Borbone, per i successivi 7 anni (a lei è dovuta la costruzione dell'acquedotto ideato dell'architetto Nottolini). Suo figlio Carlo Ludovico non ebbe reale interesse nel governo di Lucca, impegnato in viaggi che lo portavano lontano dalla città (ma si deve a lui la ferrovia Lucca-Pisa, realizzata nel 1848): tuttavia Lucca fu fortunatamente retta da validi ministri in sua assenza. Nel 1847 la città passa al Granducato di Toscana e nel 1860 entra infine a far parte del Regno d'Italia.

Informazioni sull'Autore

Lara Malerba si occupa di contenuti per ZeroDelta, nel tempo libero si diletta con il suo blog

Fonte: Article-Marketing.it

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