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Storia di Massa

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di: lmalerba
Parole: 544 | Visite totali: 2586

Massa Romana

Il ritrovamento di alcune stele di pietra in Lunigiana e nelle grotte di Equi fa risalire la presenza umana in territorio di Massa a tempi preistorici. I Celti Liguri, detti Apuani, respinsero gli Etruschi dalle coste tirreniche e furono a loro volta sottomessi dai Romani nel 155 a. C., quando Claudio Marcello li sconfisse. Favorita dal passaggio della via Emilia Scauri, la zona di Massa cominciò ad acquisire importanza soprattutto grazie al porto romano di Luni (Lunae Portus), città sacra alla Luna diventata colonia nel 177 e ricca di marmi bianchi. La sua progressiva decadenza si risolse con un maggiore prestigio di Massa, già in tempi medievali.

Massa nell'Alto Medioevo

Le invasioni barbariche dopo la caduta dell'impero romano investirono in tre ondate i territori di Massa; prima gli Ostrogoti (489-553), poi i Bizantini e infine i Longobardi, che scelsero l'area lunigiana e della Garfagnana edificandovi molti insediamenti facilmente collegabili con gli altri centri della Pianura Padana. Nel periodo di lotta tra Bizantini e Longobardi, tutta la zona litoranea e parte dell'Appennino Centrale, per oltre cinquant'anni divennero terra di frontiera, retta dai capisaldi bizantini di Suranium (Sorano, che vuol dire filattiera) e Luni. All'avvento dei Franchi di Carlo Magno (774), che travolse il regno longobardo di Desiderio, il Cristianesimo poté infiltrarsi profondamente nella zona, eliminando le ultime sacche di resistenza pagana. Attorno all'anno Mille il mondo feudale si sbriciolò e la Lunigiana divenne Marca della Liguria Orientale, con Luni, Genova e Tortona unite per fronteggiare il pericolo saraceno.

Storia di Marina di Massa

Meta turistica d'interesse internazionale, Marina di Massa compare per la prima volta nei documenti nel 1630, quando Carlo I Cybo-Malaspina costruisce in una zona ancora piagata dalle paludi e quindi insalubre una cappella adibita alle funzioni religiose per i marinai che attraccavano in porto. Un ulteriore porticciolo è costruito sul fiume Frigido nel 1700, per facilitare lo scarico di merci, ma è ancora presto per vedere sorgere le prime abitazioni nella zona che resta acquitrinosa. Solo ai primi decenni del 1800 i duchi estensi provvedono a bonificare le paludi, favorendo la discesa sulla costa di agricoltori e caricatori. Il trasporto di marmi viene incrementato nel 1889 con la costruzione di una tranvia a vapore che collega Massa alla spiaggia.

L'invasione vichinga di Luni

A decretare la caduta di Luni, oltre che la progressiva insalubrità del territorio paludoso, sono le invasioni dei barbari, in particolare dei pirati Vichinghi. Nell'884, un drakkar normanno avvista le candide mura di marmo della cittadina e pone l'assedio. Non riuscendo a penetrare nella cerchia difensiva il capo dei Vichinghi escogita uno stratagemma: la proposta di farsi cristiano e ricevere il battesimo. Le porte di Luni si aprono e il vescovo stesso accoglie tra i festeggiamenti il nuovo convertito, lieto dello scampato pericolo. L'indomani corre voce che il predone è morto e dato il suo rango deve essere sepolto cristianamente. Quando il corteo funebre entra a Luni, il finto cadavere del Vichingo si rianima e dà inizio alla strage degli abitanti, saccheggiando l'intera colonia. Luni non risorge più dalla catastrofe, il mare si ritira lasciando posto alla palude, il porto si insabbia. I resti marmorei della città vengono prelevati per ornare i centri vicini. Gli ultimi saccheggi moreschi risalgono al 1020.

Informazioni sull'Autore

Lara Malerba si occupa di contenuti per ZeroDelta, nel tempo libero si diletta con il suo blog

Fonte: Article-Marketing.it

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