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Storia di Milano

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di: lmalerba
Parole: 1026 | Visite totali: 2230

Milano romana

L'attuale Lombardia venne conquistata per la prima volta da Roma nel 222 a.C. Successivamente Annibale trovò degli alleati nei "Milanesi" e la regione venne conquistata per la seconda volta nel 169 a.C. Giulio Cesare entrò con le proprie legioni nella città nel 49 a.C., elevò il borgo al rango di Municipio e concesse la cittadinanza agli abitanti. Nei secoli successivi la città continuò a crescere e numerose opere ancora oggi testimoniano il periodo di prosperità. Fu nel 286 che l'importanza della città di Milano subì un'improvvisa impennata,quando l'imperatore romano d'occidente Massimiano,scelse la città come residenza. L'area edificata raddoppiò improvvisamente e il numero degli abitanti raggiunse quota 100.000.

Milano cristiana

Secondo la tradizione il cristianesimo venne introdotto nella città di Milano da San Barnaba e si diffuse rapidamente. Fu proprio a Milano che nel 313 l'imperatore Costantino promulgò l'editto che permetteva la professione della religione cristiana e ancora a Milano nel 391 dall'imperatore Teodosio vennero messi al bando tutti i culti non cristiani. Sempre secondo la tradizione l'imperatore Teodosio venne fortemente influenzato dal vescovo milanese Ambrogio. Dopo le invasioni barbariche la città subì la rivalità di Pavia fino a che Carlo Magno non dimostrò di preferire Milano, scegliendola anche come sede di una zecca. Alla morte di Carlo Magno seguì un lungo periodo di guerre e bizantini e longobardi si alternarono nel controllo della città.

Milano comunale

L'Alto Medioevo fu per Milano un periodo caratterizzato dalla continua crescita dell'importanza del commercio. Il potere di un clero corrotto passò lentamente nelle mani di una nuova classe emergente: i "burgenses", banchieri, possidenti e mercanti, la forza emergente dell'economia milanese. La necessità di aprire e mantenere nuove vie commerciali portò alla conquista e alla distruzione di Lodi nel 1111 e a quella di Como nel 1127. L'espansione di Milano venne bruscamente interrotta da Federico Barbarossa che per due volte assediò la città. Il primo assedio, nel 1158, si concluse con l'impegno di Milano a non contrastare la ricostruzione di Lodi e Como ma il secondo assedio, nel 1161, terminò in modo ben più catastrofico poiché vide la vendetta delle città lombarde che per tanti anni avevano sopportato l'egemonia milanese. Dopo quattro anni in cui la cittadinanza fu costretta a vivere fuori dalle mura cittadine la battaglia di Legnano, il 29 maggio 1176, vide prevalere la Lega Lombarda sul Barbarossa. Con la pace di Costanza nel 1183 i milanesi ottennero finalmente il diritto di eleggere i propri consoli senza l'intervento dei vescovi anche se alle dipendenze dell'imperatore.

Milano sforzesca e viscontea

Dopo ottanta anni di lotte la famiglia Visconti si impose sui Torriani nel 1311. Per 136 anni la dinastia Visconti governò la città, abbellendola e portando a compimento importanti opere pubbliche. Dopo Matteo, Azzone Visconti creò la pavimentazione delle strade di Milano con mattoni disposti a lisca di pesce, ancora oggi tipici nel centro della città. Vennero completate e restaurate le mura e le porte della città vennero adornate con la biscia, dallo stemma visconteo. Iniziarono i lavori di costruzione del Duomo e Gian Galeazzo Visconti ricevette il titolo di Duca. L'ultimo dei Visconti fu Filippo Maria, che morì senza lasciare eredi. Durante il suo regno la popolazione, finalmente sollevata dalle incombenze del servizio militare, poté dedicarsi interamente all'industria e al commercio. Durante il suo regno si affermarono le compagnie di ventura e vennero introdotte le coltivazioni di riso e gelso, preludio all'affermazione dell'industria della seta. Con la morte di Filippo Maria Visconti iniziò il regno della dinastia Sforza, destinato a durare fino al 1535. Francesco Sforzà aprì un periodo di grandissimo fervore artistico e intellettuale che vide la costruzione di opere grandiose come il Castello Sforzesco o l'Ospedale Maggiore e l'attività a Milano di Leonardo da Vinci e Bramante.

Milano austriaca

La ripresa economica e sociale della città dalla profonda crisi causata dal periodo della dominazione spagnola iniziò grazie agli austriaci e in particolare a Maria Teresa, che considerava la Lombardia come uno dei suoi possedimenti potenzialmente più redditizi. Eliminati tasse e balzelli e soffocato il banditismo venne anche creato il catasto. Il frutto di questa illuminata visione politica non si fece attendere e presto cominciarono a rifiorire le industrie di ogni tipo. Il numero degli abitanti tornò a crescere e forte impulso ebbe anche la cultura. Due dei simboli più noti della città di Milano sono proprio di questo periodo: il Teatro alla Scala, inaugurato nel 1778 e la Madonnina, che dal 1774 domina la città dalla guglia più alta del Duomo di Milano.

Milano risorgimentale

Nel 1796 Napoleone fece il suo ingresso a Milano e l'anno successivo la città venne proclamata capitale della Repubblica Cisalpina. Il periodo napoleonico vide il prosperare della cultura e l'edificazione di importanti opere pubbliche, ma il prezzo da pagare era alto: accanto a ricchi palazzi spesso c'erano povere e insane baracche, il tributo pagato alle guerre napoleoniche in termini finanziari ma anche di vite umane era troppo salato. Questo provocò la nascita di una coscienza nazionale e il ritorno della dominazione austriaca non ne arrestò la crescita . In passato gli austriaci avevano sicuramente contribuito alla prosperità della città ma la coscienza politica nazionale era ormai matura per ribellarsi al dominio straniero; Radetzky fu costretto a usare la forza per opporsi ai moti carbonari ma il processo di liberazione era ormai inarrestabile. Il momento culminante arrivò con il 18 marzo 1848 in cui il popolo, nelle famose "cinque giornate" riuscì a scacciare gli stranieri. Fu solo una breve parentesi perché gli austriaci tornarono e rimasero fino alla Seconda Guerra di Indipendenza.

Milano moderna

Dopo la Seconda Guerra d'Indipendenza la crescita di Milano subisce un'ulteriore accelerazione. L'economia riesce ad assimilare i progressi tecnologici, la stazione di Milano diventa sempre più attiva. Nei controversi anni del primo dopoguerra nasce il partito fascista e il territorio della città arriva a comprendere alcuni borghi; in questo modo Milano per la prima volta supera il milione di abitanti. Con il fascismo l'assetto urbano della città subisce profonde modifiche: vengono parzialmente ricoperti i navigli, piazza San Babila viene profondamente modificata e viene creato il corso Littorio, divenuto poi corso Matteotti.

Informazioni sull'Autore

Lara Malerba si occupa di contenuti per ZeroDelta, nel tempo libero si diletta con il suo blog

Fonte: Article-Marketing.it

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