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Eternit: messa in sicurezza e soluzioni possibili

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di: robertopistoni
Parole: 701 | Visite totali: 1505

Come è risaputo il commercio e la produzione di eternit sono vietate in Italia già dal 1992. Dato che però nei decenni passati il suo impiego in edilizia è stato massiccio, sul territorio italiano sono presenti ancora innumerevoli immobili contenenti manufatti di tale materiale. Sono di conseguenza moltissimi i proprietari di immobili che si trovano ad affrontare il problema di come mettere in sicurezza l'eternit presente nella loro proprietà. Al riguardo può quindi essere utile conoscere quali sono le soluzioni a tal fine disponibili assieme ai relativi vantaggi e svantaggi.

La conoscenza delle diverse alternative è infatti necessaria per prendere la decisione migliore a seconda della situazione che si ha di fronte e della propria capacità di spesa. Cosa ancora più vera quando si ha a che fare ad esempio con una tettoia di grandi dimensioni, magari situata a diversi metri di altezza, la cui messa in sicurezza può richiede una spesa notevole.

Le soluzioni in questione sono essenzialmente due: la bonifica in loco e lo smaltimento. La prima soluzione consiste nel mantenere il manufatto di eternit, nel nostro caso la tettoia, dove esso si trova, in modo da intervenire su di esso e renderlo "innocuo" attraverso l'impego di apposite tecniche. Questa soluzione ha il grande vantaggio di permettere di continuare ad utilizzare la tettoia ed evitare quindi la sostituzione con una nuova e i relativi costi.

La bonifica in loco può essere effettuata attraverso due tecniche. Quella più semplice, e anche meno costosa è chiamata "incapsulamento" e consiste nel rivestire le lastre di eternit con sostanze apposite che si applicano come vernice e che una volta asciutte formano una specie di involucro attorno all'eternit, che ne compatta la superficie e impedisce alle fibre di amianto di disperdersi nell'aria. L'incapsulamento deve però poter contare su una struttura solida e non compromessa, dato che l'intervento non agisce in alcun modo su di essa, ma mantiene invece tutte le caratteristiche di quella esistente.

L'altra tecnica per bonificare l'eternit in loco è quella del "confinamento", che consiste in un preventivo e leggero incapsulamento al quale si fa seguire il rivestimento della tettoia con un involucro rigido, spesso costituito da più strati. Il compito di tale involucro è quello di conferire all'intera struttura una maggiore rigidità e robustezza, in modo da migliorarne le proprietà strutturali e di aumentarne la resistenza agli agenti atmosferici o ad altri tipi di sollecitazioni, quali quelle del calpestamento da parte di persone, come ad esempio gli operatori edili stessi. Questa soluzione ha il vantaggio sia di poter essere impiegata anche quando la struttura originaria ha perso parte della rigidità iniziale, sia quello di durare più a lungo e di permettere quindi l'utilizzo della tettoia per un periodo superiore a quello ottenibile con il semplice incapsulamento. Il costo è però di molto superiore alla tecnica dell'incapsulamento, per questo deve essere valutata con attenzione.

L'altra soluzione per la messa in sicurezza è quella della rimozione seguita dallo smaltimento. In questo caso la vecchia tettoia viene smontata e trasportata in discarica per il definitivo smaltimento. Tale soluzione ha lo svantaggio di richiedere la costruzione di una nuova tettoia che sostituisca le funzionalità di quella rimossa, ed è quindi, considerando questo costo quasi sempre necessario, alla fine più costosa delle precedenti. Ha però il grande vantaggio di risolvere alla radice il problema, eliminandolo una volta per tutte. Con l'incapsulamento o il confinamento, non si ottiene infatti una soluzione definitiva, ma la si rimanda solo di alcuni anni, perché il processo di degrado dell'eternit può essere solo ritardato ma non arrestato del tutto. Prima o poi arriverà quindi il momento di prendere una decisione che risolva alle radici il problema.

Quale strada percorrere dipende chiaramente dalla situazione che ci si trova di fronte, tenendo innanzitutto conto che nel caso di eternit con uno stato di degrado avanzato, la soluzione dell'incapsulamento non è percorribile e quella del confinamento non sempre conveniente. In casi del genere, che non sono rari, è spesso meglio affrontare subito i costi dello smaltimento dell'eternit e della costruzione di una eventuale nuova copertura, che benché sicuramente maggiori di quelli dell'incapsulamento, risolvendo definitivamente il problema, saranno gli ultimi a dover essere sostenuti.

Informazioni sull'Autore

Roberto Pistoni

Fonte: Article-Marketing.it

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