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Disturbo Post-Traumatico-Complesso: trauma dello sviluppo

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di: edoardo
Parole: 448 | Visite totali: 258

Nel tentativo di colmare lo spazio che separava le diagnosi di Disturbo da stress post traumatico (DSPT) e Disturbo Borderline di Personalità (DBP), si è pensato all'elaborazione del disturbo da stress estremo o DSPT complesso. Il DSPT Complesso è descritto attualmente con le caratteristiche del classico disturbo post traumatico, associato  con delle fonti di stress interpersonale nelle prime fasi della vita, come l'abuso fisico e sessuale infantile, e con disturbi somatoformi, dissociativi, dell'umore, alimentari, da abuso di sostanze e borderline. Secondo i sostenitori della necessità di questa diagnosi, la formulazione del disturbo post traumatico da sola non è sufficiente, e risulta inadeguata per le forme di trauma prolungato e per le deformazioni della personalità che sono conseguenti alla prigionia. La Herman illustra i criteri del Disturbo post-traumatico complesso in 7 punti:

  1. una storia di soggezione a un controllo autoritario per un periodo prolungato, ostaggi, prigionieri, vittime di violenza domestica, abuso fisico o sessuale nell'infanzia, ecc.
  2. alterazione nella regolazione degli affetti, disforia, preoccupazione suicidaria, autolesionismo, rabbia esplosiva o estremamente inibita, sessualità compulsiva o inibita.
  3. alterazioni della coscienza, amnesia o ipermnesia, episodi dissociativi, depersonalizzazione/derealizzazione, sensazione di rivivere l'esperienza.
  4. alterazioni nella percezione di sé, senso di impotenza o paralisi dell'iniziativa, vergogna, colpa o autodenigrazione, senso di svalutazione o stigma, sensazione di essere completamente differente dagli altri.
  5. alterazione nella percezione del persecutore, preoccupazione per la relazione col persecutore, attribuzione irrealistica di totale potere al persecutore, idealizzazione o gratitudine paradossale, senso di una relazione speciale e soprannaturale, accettazione delle razionalizzazioni del persecutore.
  6. alterazioni delle relazioni con gli altri, isolamento, ritiro, disturbi nelle relazioni intime, ricerca ripetuta di un salvatore, sfiducia persistente, reiterate insufficienze nell'autoprotezione.
  7. alterazioni nei sistemi di significato, perdita di fiducia, senso di inutilità e disperazione.

In questo quadro i sintomi dissociativi sono la caratteristica principale. Secondo la Herman i sopravvissuti all'abuso infantile ricevono di frequente delle diagnosi sbagliate e sono di conseguenza trattati in modo inadeguato. Questo tipo di pazienti sono molto vulnerabili, essendo già stati vittime di abusi prolungati, ad essere di nuovo vittimizzati da chi cerca di curarli. Per questo motivo, oltre ad una conoscenza approfondita e specifica delle tematiche legate al trauma, è indispensabile un tipo di approccio che non sottoponga nuovamente il paziente a forme stressanti di terapia che potrebbero essere vissute come ritraumatizzanti. Allo stesso tempo è importante considerare la presenza del corpo come depositario delle memorie traumatiche dolorose e lavorare quindi anche attraverso approcci corporei alla risoluzione del trauma.

Informazioni sull'Autore

Edoardo Ballanti

Psicologo SomatoRelazionale

www.terapiacorporea.com

Fonte: Article-Marketing.it

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